eroico
Strabico sguardo assente al vero mondo
tra vuoto cuore oscilla e nuda voce
sfogliata dai rombanti
reietti suoi orrori che nascondo
tra risa non credute e più feroce
risentimento: canti
più non sento. Disciolti ed ululanti
cocci da esistere a oltranza ricerco,
ma oramai più non vedo
e ancora riaddormento il mio aedo
che d’epopee non seppe né d’alterco
abbruttito ma sacro nel suo scontro
armato con il vuoto che v’incontro
quando restio m’acceco di nuovo
e dolore riscovo d’irta noia
ma felice rimango
e distrutto rimando quel che trovo
nel fondo abisso all’infernale gioia
al mortale fandango,
occhio di sabbia di fuoco di fango
che, cieco, m’aiutò a scorgere il cielo
ucciso, ma sincero.
E, come mai prima, ora aspetto e spero
rimpianti che confondo ma non celo,
morti di luce ma vivi d’odore
greve ma vero, ed intensi d’amore.

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“e distrutto rimando quel che trovo
nel fondo abisso all’infernale gioia
al mortale fandango,
occhio di sabbia di fuoco di fango”
Che bello questo frammento. Grazie del commento sul mio blog, vedrò di ascoltare quanto mi hai consigliato e grazie della visita e dei complimenti! Tu sei un poeta intrigante, per quanto poco abbia avuto modo di leggere fino ad ora.