sconfitto
Adesso sei soltanto un volto fermo
nella memoria, un lontano orologio
immobile, un elogio
strozzato in gola, un foglio
bianco e dilaniato. Tutto l’orgoglio
con te è svanito, e si spegne lo schermo
su cui ho incontrato per la prima volta
il tuo sorriso, muto
adesso, spento nei sogni ad imbuto
le notti insonni. Ma anche adesso ascolta
il tuo battito calmo la mia sorda
memoria; e il cuore non canta, anzi: scorda
l’orchestra che squillava quando aprivi
anche solo di poco
le tue labbra alle mie. Il nostro fuoco
s’è estinto in fretta e forse non ha neanche
sfiorato le tue stanche
mani; eppure per te furono vivi
la prima volta vera
gli occhi che aprivo a questo mondo nuovo
e terribile, covo
d’ansie ed ebbrezza che prima non c’era
se non con me soltanto ad ogni notte
mentre tentavo un riparo alle frotte
riottose dei miei spasmi. Quanto pesta
questa rissa di fantasmi che ho in testa.

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