affettuoso
Solo il tuo sguardo, tanto basta al treno
semideserto per tessere trame
non comprese di mani
che non parlano e dicono la fame
di cui son colme. Pieno
d’improvviso il vagone, e se domani
(già lo so) non chiamerai, che t’importa
che qualcuno ci veda
che emetta un anatema, una difesa
della pubblica morale… Non è da
me chiudere la porta,
non più, dopo che ho presa
la vita per le corna, ma la paura
che ti frena l’ho colta
in pieno – qui sarò, per la tua svolta,
per un treno che addrizzi la stortura
di stare sempre rinchiusi nell’ombra
di un bacio d’oro e una mente mai sgombra.

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